Quando si pensa all’arredamento di un’attività commerciale, il primo pensiero va quasi sempre al cliente. A ciò che vedrà entrando, all’impressione che avrà del locale, al modo in cui percepirà lo spazio.
Ma un negozio, un bar, un ristorante o una tabaccheria hanno anche un altro punto di vista. Quello di chi, in quello spazio, trascorre molte ore ogni giorno.
È una prospettiva meno evidente, ma fondamentale. Perché un locale non deve soltanto presentarsi bene: deve permettere a chi ci lavora di svolgere le proprie attività in modo naturale, senza trasformare ogni gesto quotidiano in un piccolo ostacolo.
Un locale si guarda, ma soprattutto si usa
Ci sono aspetti di un ambiente commerciale che difficilmente si comprendono osservandolo soltanto da fuori.
Per chi ci lavora, lo spazio è fatto di azioni che si ripetono: raggiungere ciò che serve, spostarsi da una zona all’altra, utilizzare una postazione, accedere a un mobile, servire un cliente, muoversi mentre altre persone stanno facendo lo stesso.
Sono gesti apparentemente semplici. Ripetuti decine di volte durante una giornata, però, raccontano molto della qualità di un progetto.
Un arredamento funzionale per un negozio nasce anche da qui: dalla capacità di considerare non soltanto ciò che occupa lo spazio, ma ciò che dovrà accadere al suo interno.
Partire dal lavoro reale
Ogni attività ha un proprio modo di funzionare.
Le esigenze di chi lavora in una tabaccheria non sono quelle di chi gestisce un bar. Un ristorante ha dinamiche differenti rispetto a un negozio. Anche due attività dello stesso settore possono avere necessità diverse, perché cambiano il modo di lavorare, i servizi offerti e l’organizzazione quotidiana.
Per questo non esiste una disposizione valida per tutti.
Prima ancora di definire la forma di un arredo, è importante comprendere quale funzione dovrà svolgere e come verrà utilizzato. Dove serve avere determinate cose a disposizione? Quali operazioni vengono ripetute più spesso? Quali zone devono poter dialogare tra loro?
Sono domande concrete, che permettono di passare dall’idea di uno spazio semplicemente arredato a quella di uno spazio costruito intorno all’attività che deve accogliere.
Ridurre gli ostacoli, non aggiungere elementi
La funzionalità non dipende necessariamente dalla quantità di spazio disponibile.
Anche un ambiente ampio può risultare poco pratico se ciò che serve è lontano dal punto in cui viene utilizzato o se alcune attività interferiscono continuamente tra loro. Allo stesso modo, uno spazio più contenuto può funzionare bene quando ogni elemento trova una posizione coerente con il lavoro che vi si svolge.
Il punto, quindi, non è soltanto “far stare tutto”.
Significa ragionare sulle relazioni tra gli elementi e sulle azioni che avvengono durante la giornata. Una distanza apparentemente minima, una postazione collocata nel punto sbagliato o un passaggio poco pratico possono sembrare dettagli in fase di progettazione. Nell’uso quotidiano diventano parte del modo in cui si lavora.
Ed è proprio nella quotidianità che un progetto dimostra se è stato pensato davvero per quell’attività.
Il su misura parte anche dalle abitudini
Quando si parla di arredamento su misura, è facile pensare soprattutto a mobili realizzati nelle dimensioni necessarie per uno spazio specifico.
Ma adattare un progetto significa anche considerare le esigenze dell’attività che dovrà utilizzarlo.
Un arredo può essere corretto nelle dimensioni e coerente dal punto di vista estetico, ma deve anche trovare un rapporto con le azioni che avvengono intorno a lui. La posizione, l’accessibilità e l’organizzazione diventano quindi parte dello stesso ragionamento progettuale.
È qui che il confronto iniziale assume valore.
Capire come viene vissuto il locale, quali sono le necessità dell’attività e quale organizzazione si vuole ottenere permette di prendere decisioni che non riguardano soltanto l’immagine finale, ma anche il funzionamento concreto dello spazio.
Progettare pensando anche a chi resta
Il cliente entra, vive il locale per un determinato periodo di tempo e poi esce. Chi ci lavora, invece, continua a utilizzare quello stesso ambiente per tutta la giornata.
Guardare un progetto anche dalla sua prospettiva permette di far emergere esigenze che altrimenti rischierebbero di rimanere in secondo piano.
Per ABAC, progettare un’attività commerciale significa valutare gli ambienti e le necessità specifiche del business, scegliendo insieme al cliente gli aspetti funzionali e di stile prima di arrivare alla realizzazione degli arredi.
Non significa mettere in secondo piano l’estetica. Significa fare in modo che estetica e utilizzo dello spazio facciano parte dello stesso progetto.
Perché un locale ben progettato non dovrebbe essere soltanto piacevole per chi entra.
Dovrebbe funzionare, ogni giorno, anche per chi ci lavora.


